Vietato attraversare i binari

Comments (0) Racconti, Sala Lettura

Viaggi, tanti che i campi di grano paiono un’unico lungo pianosequenza di noia: eppure sottoterra c’è una festa di vermi.

Legge: É VIETATO FUMARE ALL’INTERNO DELLE CARROZZE
É possibile inalare soltanto il fumo proveniente dagli scarichi delle carrozze, dalle combustioni fossili degli inceneritori e quello proveniente dallo smog cittadino: quest’ultimo è altresì preferito per le donne in gravidanza e per i bambini sotto i dodici anni non accompagnati.

Non si può evitare una radiocronaca tra sé e sé di ogni decisione presa quando si è sia soli che stranieri, specialmente se in un certo senso risulta piacevole (e lo so che sembrerà da stronzi, ma a nessuno piace davvero, come a nessuno piace McDonald, è solo il prezzo, l’affare e la confezione, tanto per dire). Non si può evitare di immaginare una telecamera stile reality show che ti inquadra dall’alto: se non senti occhi pronti a giudicarti, ecco che giudichi te stesso come se il tuo corpo fosse all’improvviso un personaggio che vive a parte la sua vita. É innegabile: persino il pensiero esiste perché siamo un animale sociale. Forse è per questo che preferisco morire piuttosto che arrivare tardi ad un appuntamento.

Aspettare in una stazione spesso e per lungo tempo dovrebbe essere il servizio di leva della nostra generazione, obbligatorio per avere il diritto al voto. É qui che si fanno le statistiche e si masturbano gli antropologi. Sono annoiato. Nutro i piccioni con le briciole di un kebab disgustoso majonese-cipolla-insalata, mangiano felici. Uno di loro zoppica, ha le zampette ma non ha le dita. Se togliessimo al mondo umano tutto ciò che facciamo per poter mangiare e scopare, il mondo animale non ne sarebbe che una copia accelerata: la vita di un piccione comune varia dai tre ai cinque anni, circa un ventesimo della vita umana, infatti il piccione impiega in un pasto di briciole esattamente un minuto, contro i venti dei benestanti occidentali. Spende tuttavia molto più tempo insieme ai suoi compagni e raramente si azzuffano.

Legge: É VIETATO ATTRAVERSARE I BINARI
Se avessero scritto soltanto “Non attraversare i binari”, sarebbe probabilmente andata a finire come con i dieci comandamenti: gli uomini imparano bene dagli errori del proprio dio, che avrebbe quantomeno dovuto inserire una multa tra le clausole delle Tavole della Legge. Forse allora saremmo ancora tutti cristiani e la chiesa sarebbe molto più ricca e invece delle lacrime della madonna di Lourdes basterebbe ancora un buon Raffaello per convincere tutti.

Il tempo che un mendicante passa mendicando sembra simile a quello che il piccione passa a dondolare la testa (o meglio il corpo, qualcuno dice che sia la testa a rimanere ferma). Lo fa perché riesce a distinguere solo gli oggetti in movimento, dunque dondolando sopravvive. Il mendicante, versione più evoluta del colombo secondo inconfutabili teorie scientifiche, impiega invece circa quattro secondi per tendere la mano e pronunciare la formula con la quale attua il suo sortilegio: aiutato dall’abbigliamento logoro e da zone del viso improbabilmente sporche, esso sembra essere sempre sul punto di morire di fame o di perdere la vita per malnutrizione. In realtà, ponderando con efficienza i tempi, in un minuto può chiedere a circa quindici persone una monetina, ricevendone, per una stima al ribasso, una da venti centesimi. Se si moltiplica il guadagno per un’ora e poi per un giorno, e si calcolano più o meno venticinque giorni di lavoro, si può contemplare come la natura abbia provveduto a perfezionare quello che in origine era un banale batterio in un’efficiente animale in grado di sopravvivere seguendo semplicemente un vago principio di socialismo: provate voi a guadagnare uno stipendio del genere lavorando soltanto sei ore al giorno.

Legge: NON SUPERARE LA LINEA GIALLA
Ed il cartello non rappresenta una locomotrice che smembra un povero malcapitato, ma un uomo nero con il berretto che agita in alto un pugno ammonitore: cioè la legge fa paura ancora prima di essere legge dettagliatamente, e fa ancora più paura, in tempi di intolleranza, se il potere esecutivo è in mano ai negri.

Il treno alta velocità Bologna-Termini delle ore dodici e cinquanta è in arrivo al binario cinque con sessanta minuti di ritardo: allontanarsi dalla linea gialla con tutta la calma del mondo. La linea gialla che ti divide semplicemente dall’impatto con un corpo ad alta velocità, cosa che i presenti, non mostrando menomazioni, non dovrebbero aver mai sperimentato. Per questo ne hanno paura, come hanno paura di dio e dell’appendice in elfico de “Il Signore degli Anelli”. Ci sono molte lingue e molti linguaggi attorno, tra i più variegati c’è sopratutto il gergo del popolino senegalese, particolarmente gutturale quando parla al telefono (sono sempre telefoni anni novanta, ma in caso di esemplari avviati al progresso tendono ad essere della serie Galaxy S della Samsung: entrambe le tipologie telefoni hanno un volume molto alto alla cornetta): una volta ne incontrai uno a terra in ginocchio che stava “odorando” il suo dio. In effetti poco lontano c’era una rinomata panineria. Gli ultracinquantenni italiani invece sembrano non appartenere alla stessa cultura, si vestono, su muovono e fanno smorfie differenti: li accomunano i gusti televisivi. Ci sono inoltre molte donne giovani e belle sicché i giovani maschi camminano con l’atteggiamento spero-di-non-arraparmi soprattutto quando portano una di quelle tute molto comode per viaggiare. Il testosterone di un ventunenne è un ormone con cui non si scherza, così come non si scherza sui gay, sarebbe come scherzare sui down.

Legge: I VIAGGIATORI NON MUNITI DI BIGLIETTO O DI BIGLIETTO NON CONVALIDATO VERRANNO MULTATI
É tuttavia possibile farsi rimborsare il costo di un biglietto se il treno compie un ritardo di più di sessanta minuti inviando entro dodici secondi una raccomandata con francobollo da ventotto euro e cinquanta in doppia copia alla sede centrale di Trenitalia in Piazza della Croce Rossa, 1 – 00161 Roma. Fa fede la data di ricezione.

Per un viaggiatore occasionale, il treno affollato è un dramma. Quello con più esperienza sa bene invece che se una donna più larga di ottanta centimetri è sul tuo stesso camminamento, è meglio aspettare che il treno parta nello spazio tra un vagone e l’altro per addentrarsi nella giungla. I feticisti dell’obesità e l’indomabile gentile con figlio di quattro anni con il cappellino sollevano le valigie della donna, che sono sempre piene di armi pesanti o di servizi di piatti: avranno un’ernia per sempre, la cicatrice di quel piccolo atto di eroismo. I ventunenni cercano belle diciottenni da abbordare su facebook una volta scesi, i vecchi cercano sempre qualcuno che assomigli al nipote o a suo cugino quando era giovane. Un uomo sulla trentina parlava al telefono: “La Bologna che ricordo non è questa dove a chi suona per strada fanno il verbale! Conoscevo una Bologna dove ci si ritrovava sui gradini di San Petronio e si suonava senza amplificatore, una città dove ad ogni angolo di strada trovavi osterie, trovavi confronto, una città… porca puttana!”

È già abbastanza per me, entro nel bagno per fumare delle sigarette.

Legge? IL FUMO UCCIDE
Ma tu cerca di resistere il più a lungo possibile: più resisti, più siamo ricchi.

Deciso a smettere di fumare, almeno per la durata del viaggio, getto il pacchetto nel water e mi pento, ignorando la legge per la quale era assolutamente vietato gettare oggetti nel water. Per fortuna arriviamo tutti sani e salvi in stazione.

Poi Roma, ecco… una città porca puttana, anzi porca e puttana. Sul 71 è un casino, c’è troppa, troppa gente. Una vecchia rugosa di settantacinque anni, con i capelli biondi tinti ma vestita da ragazzina, siede in braccio ad un trentacinquenne muscoloso, con un bracciale di borchie e la pelata naziskin. Lo accarezza con le dita ossute sul collo.

Poi si baciano in silenzio, nel marasma generale.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Powered by WordPress Popup