Uno sguardo giovane sul mercato internazionale: intervista a Lorenzo Sportiello, regista di Index Zero

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Intervista a cura di Andrea Gatopoulos ed Antonio Romagnoli

Il Varco ha incontrato Lorenzo Sportiello, giovane regista di “Index zero”, presentato con successo all’edizione 2014 del festival di Roma. Di seguito il trailer ufficiale del film. Segue la nostra intervista.

Per prima cosa volevamo chiederti come è iniziata la fase pre-produttiva del tuo film.

La strada intrapresa, che per ora si è rivelata vincente, è stata quella di fare un film in lingua inglese e di genere fantascientifico per suscitare interesse da parte dei produttori. Ovviamente la scelta della lingua inglese non è assolutamente decontestualizzata rispetto alle ambientazioni del film. Girare in Bulgaria ci ha permesso di tagliare enormemente i costi della manodopera e poter portare a termine il film con un budget ridotto rispetto al genere, senza sacrificare la qualità.

Quali sono stati i ragionamenti circa la fotografia e la messa in scena?

Diciamo che è stata una scelta aprioristica rispetto ad un futuro sporco. Più che un mondo post-apocalittico, volevo rappresentarne uno post-crisi, crisi economica che è la vera apocalisse del nostro tempo. Tante delle scelte operate sono state il frutto di una sinergia con il direttore alla fotografia e altri membri della crew.

Ti sei ispirato a qualche opera in particolare?

Tutto nasce da una mia personale suggestione rispetto a come potrebbe evolversi la realtà che viviamo oggi. In linea di massima mi sono ispirato alla fantascienza più moderna, si potrebbero citare “The road” per le scene in esterno ed “Hunger” per quelle delle prigioni ad esempio.

In che direzione pensi debba andare il cinema italiano? Specialmente quello fatto dai giovani come te.

Sono nato in un’epoca in cui credo che non esistano più dei confini netti tra le nazioni. Oggi, nel cinema, bisogna affacciarsi sul mercato estero e cercare di dare più ampio respiro e possibilità di vendita al proprio prodotto. Bisogni trovare un buon compromesso tra il troppo criptico cinema d’autore e la filmografia estremamente commerciale.

Quanto pensi sia importante per un regista formarsi in un’accademia? Che consigli ti senti di dare ad un giovane regista?

Penso che il talento non si possa insegnare. Detto ciò, devo dire che al Centro Sperimentale ho imparato a quali problemi si deve far fronte e a come risolverli, finché non hai un approccio di questo genere tutto ti sembra facile, ma a contatto con la macchina produttiva del cinema si rischia di rimanere spiazzati. Sono inoltre convinto che ormai la figura del regista debba essere estremamente preparata anche sul lato tecnico. Bisogna avere la consapevolezza di quello che si sta facendo per poterlo fare al meglio assieme agli altri e per essere sostenibili sul mercato cinematografico.

Insomma, da dove bisogna cominciare?

Oggi una buona piattaforma per farsi conoscere è “Vimeo”, continuamente monitorata da produttori americani. Se riesci a farti vedere lì c’è una buona possibilità di essere presi in considerazione. Ovviamente, inutile dirlo, avere una buona idea o un’ottimo script è fondamentale.

Quando uscirà in Italia “Index zero”?

Non lo sappiamo ancora. Per ora ci stiamo concentrando nel promuoverlo sul mercato internazionale.

Un’ultima curiosità Lorenzo, quanto tempo c’è voluto per realizzare la tua opera prima?

Da quando ho cominciato seriamente a pensare a diventare un regista sono passati ormai dieci anni. L’idea del film invece è nata nel duemilaotto.

Ringraziamo Lorenzo Sportiello per il tempo che ci ha dedicato.

Nel seguente link, in attesa dell’uscita in sala del film, trovate la nostra recensione di “Index Zero” . http://ilvarco.net/index-zero/

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