Le parole sono importanti: Agnizione

Comments (2) Le parole sono importanti, Sala Lettura

Sebbene abbia conosciuto dei periodi più o meno lunghi di forte accelerazione sperimentalistica che ne hanno profondamente influenzato lo stile e la struttura, la letteratura occidentale ha di fatto mantenuto immutati alcuni elementi, dalla sua nascita fino a oggi. Uno di questi é indubbiamente l’agnizione.
Dal latino agnitio, “riconoscimento”, la definizione di questo vocabolo è stata data da Aristotele nell’undicesimo capitolo della Poetica: agnizione è l’improvviso disvelarsi della vera identità di un personaggio teatrale o letterario, da cui consegue una svolta decisiva al corso della vicenda. Lo Stagirita cita due tragedie esemplificative di questo topos narrativo: Edipo Re di Sofocle, in cui l’eroe (dopo l’uccisione del padre Laio e il matrimonio con la madre Giocasta) prende coscienza della sua vera identità e si avvia verso la catastrofe finale, e Ifigenia in Tauride, sempre di Euripide, che si conclude con la fuga di Oreste e Ifigenia in seguito all’essersi riconosciuti come fratelli.
L’agnizione è un elemento assai ricorrente nella storia della letteratura e del teatro occidentale e più in generale nelle forme d’arte che consentono una narrazione: ne fanno ampio uso Plauto e Terenzio nelle loro commedie (di solito svelando inattese parentele tra i personaggi), la produzione epico-cavalleresca di Ariosto e Tasso ne è ricca e, naturalmente, dalla nascita del romanzo in poi la fa da padrone. Un esempio su tutti è Il conte di Montecristo di Alexandre Dumas padre, ma si potrebbero citare anche Grandi Speranze di Dickens (la scoperta dell’identità del padre di Estella), L’isola misteriosa di Jules Verne (il disvelamento finale dell’ignoto benefattore dei naufraghi) e ovviamente tutta la letteratura giallistico-avventurosa. Probabilmente l’esempio più eclatante e più strettamente connesso con la cultura contemporanea viene dal cinema ed è il “No Luke! Sono io tuo padre!” di Skywalkeriana memoria. Non serve ripetere che, anche nel cinema, oltre all’esempio di cui sopra, l’agnizione é un costante espediente narrativo.
A questo punto viene spontaneamente da chiedersi se, dopo secoli di apparente evoluzione artistica, sia strutturale che di linguaggio, siamo effettivamente riusciti a staccarci da certi canoni consolidati o ne abbiamo trovati di nuovi più efficaci. Azzardando si può asserire che probabilmente l’efficacia e il fascino di una narrazione artistica risiedono nel perfetto equilibrio tra utilizzo di mezzi familiari al fruitore e capacità di innovazione o di sostituzione degli stessi. Detto in altre parole, una storia basata esclusivamente su topos e situazioni già ampiamente sviscerati risulta prevedibile, così come una storia basata esclusivamente sullo sperimentalismo e sul tentativo di superamento finisce per essere incomprensibile. Un sano equilibrio tra le due componenti permette invece la creazione di un’opera fruibile ma con tratti interessanti e innovativi. È quello che succede in piccolo con la musica di Beethoven: quando ti aspetti un bel ponte modulante attacca quasi subito con il secondo tema, quando deve cominciare lo sviluppo sembra ripetere l’esposizione; ma alla fine, senza esagerare mai con le sorprese, si arriva in fondo alla composizione con estremo piacere ed interesse.

2 Responses to Le parole sono importanti: Agnizione

  1. Anonimo scrive:

    si si ok..ma l Edipo di cui parli è di Sofocle.

    • Andrea Gatopoulos scrive:

      Esisteva un Edipo di Euripide, andato perduto.
      Tuttavia in questo caso, come lei ha sottolineato, si tratta di una svista che abbiamo provveduto a correggere.

      La Redazione

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